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Il Triduo pasquale, fulcro dell'intero anno liturgico

 
Stiamo vivendo i giorni santi che ci invitano a meditare gli eventi centrali della nostra Redenzione, il nucleo essenziale della nostra fede. Iil Triduo pasquale é fulcro dell'intero anno liturgico, nel quale siamo chiamati al silenzio e alla preghiera per contemplare il mistero della Passione, Morte e Risurrezione del Signore.
 
Nelle omelie i Padri fanno spesso riferimento a questi giorni che, come osserva Sant’Atanasio in una delle sue Lettere Pasquali, ci introducono «in quel tempo che ci fa conoscere un nuovo inizio, il giorno della Santa Pasqua, nella quale il Signore si è immolato» (Lett. 5,1-2: PG 26, 1379). Vi esorto pertanto a vivere intensamente questi giorni affinché orientino decisamente la vita di ciascuno all'adesione generosa e convinta a Cristo, morto e risorto per noi. La Santa Messa Crismale, preludio mattutino del Giovedì Santo, vedrà riuniti i presbiteri con il proprio Vescovo. Nel corso di una significativa celebrazione eucaristica, che ha luogo solitamente nelle Cattedrali diocesane, verranno benedetti l’olio degli infermi, dei catecumeni e il Crisma.
 

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Lo scritto del Papa emerito. Benedetto XVI: la crisi si vince tornando a Dio

 
Un contributo di idee e riflessione sulla dolorosa piaga degli abusi sui minori pubblicato da una rivista tedesca. «Un mondo senza di Lui è un mondo senza senso». Il grazie all’azione di Francesco
   
Bisogna tornare a Dio per superare la crisi degli abusi. Anche e soprattutto perché «la forza del male nasce dal nostro rifiuto dell’amore di Dio». Sono le note fondamentali di quanto scrive il papa emerito Benedetto XVI in un testo pubblicato dalla rivista tedesca Klerusblatt, diffuso dall’agenzia Cna e in Italia dal Corriere della Sera, in cui egli offre il proprio contributo di idee circa la dolorosa piaga degli abusi sui minori compiuti dai sacerdoti. Lo spunto di partenza è costituito dall’incontro del febbraio scorso promosso da papa Francesco per dare, annota Ratzinger, «un segnale forte» e «rendere di nuovo credibile la Chiesa come luce delle genti e come forza che aiuta nella lotta contro le potenze distruttrici».

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Dio ha scelto quello che è stolto per il mondo per confondere i forti

 
QUINTA PREDICA, QUARESIMA 19 (padre Ranielo Cantalamessa)
 
Giovanni e Paolo: due sguardi diversi sul misteroNel Nuovo Testamento e nella storia della teologia ci sono cose che non si capiscono se non si tiene conto di un dato fondamentale, e cioè dell’esistenza di due approcci diversi, anche se complementari, al mistero di Cristo: quello di Paolo e quello di Giovanni. Giovanni vede il mistero di Cristo a partire dall’incarnazione. Gesú, Verbo fatto carne, è per lui il supremo rivelatore del Dio vivente, colui fuori del quale nessuno “va al Padre”. La salvezza consiste nel riconoscere che Gesù “è venuto nella carne” (2 Gv 7) e nel credere che egli “è il Figlio di Dio” (1 Gv 5,5); “Chi ha il Figlio, ha la vita; chi non ha il Figlio, non ha la vita” (1 Gv 5,12). Al centro di tutto, come si vede, sta “la persona” di Gesù uomo-Dio.

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Adorerai il Signore Dio tuo

 
Quarta Predica, Quaresima 19 (Padre Raniero Cantalamessa)
 
Quest’anno ricorre, come sappiamo, l’VIII centenario dell’incontro di Francesco d’Assisi con il sultano d’Egitto al-Kamil nel 1219. Lo ricordo in questa sede per un dettaglio che riguarda il tema delle nostre meditazioni sul Dio vivente. Dopo il ritorno dal suo viaggio in Oriente, Francesco scrisse una lettera indirizzata “Ai Reggitori dei popoli”. In essa diceva tra l’altro: Siete tenuti ad attribuire al Signore tanto onore fra il popolo a voi affidato, che ogni sera si annunci, mediante un banditore o qualche altro segno, che siano rese lodi e grazie all’onnipotente Signore Iddio da tutto il popolo. E se non farete questo, sappiate che dovrete renderne ragione a Dio davanti al Signore vostro Gesù Cristo nel giorno del giudizio.

 

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